Sì, Hozier è quello di “Take me to church”. Non mi sono votato al pop, ma provate a seguirmi mentre ascoltate il brano, o prima leggete se non vi fidate, fate voi.

Dopo sei anni da quel successo planetario è uscito con un nuovo disco, anticipato da “Nina cried power“, un EP poi incluso nel disco.
Movement“, il singolo scelto per lanciare l’album ha un po’ alcune sonorità che richiamano il brano che tutti conoscono, ma non ha avuto decisamente lo stesso successo.

Dentro “Wasteland, Baby!” ci soon folk, blues, rock, R&B, e soul, che Hozier sa mischiare con maestria, senza paura di suonare un giro di accordi che può sembrare una citazione sfacciata, un po’ come nel brano che ho scelto.

Nel brano omonimo al disco, in cui la voce esce dai coni di un leslie che ruota vorticosamente, la chitarra viene lentamente accompagnata da una seconda chitarra che insegue la voce e da un synth che rende il tutto ancora più magico, sembra come se Hozier suonasse all’alba su una spiaggia questa bellissima canzone d’amore.

“Not an end,
but the start of all things that are left to do”

da “Wasteland, Baby”

E se dopo volete asciugarvi le lacrime e ripartire con nuova energia, ascoltate anche “Almost (sweet music)“.
Certo, qui siamo in territorio pop ma con una bella dignità.
Il testo è infarcito di citazioni di brani della storia del jazz, del soul, musica che ha accompagnato la crescita musicale di Hozier e a cui offre questo omaggio dichiarato.

Non lo avete ancora ascoltato? Siete così schizzinosi solo perché il suo successo precedente ha fatto un miliardo di ascolti solo su Spotify? Fatti vostri.

“Sweet music playing in the dark,
Be still, my foolish heart”

da “Almost (sweet music)”